DIRA - Mi psicanalizzai (Autoproduzione) - Recensione

di Massimo Bianchi

DIRA - Mi psicanalizzai

(Autoproduzione)

 

Claudia Gallanti, alias Dira, cantautrice marchigiana classe 1990 presenta Mi psicanalizzai, il suo Ep di debutto, anche se ascoltandolo non si direbbe.

Basta un primo ascolto veloce per accorgersi di quanto allenamento e ricerca ci siano dietro ad ogni singolo brano e di quanto i testi riportino, attraverso una forma cantautorale semplice, dei temi ben definiti, spesso autoreferenziali ma sempre condivisibili.

Il disco scorre velocemente ed è piacevole all’ascolto, caratterizzato da liriche introspettive, narrazioni di vicende e pensieri personali spesso cupe, in cui la fan da padrone la paura di non essere giusti oppure di illudersi, i rimpianti che l’artista vuole condividere con il suo pubblico, e gli spettri delle delusioni passate.

Il tema dell’amore non è assolutamente al centro del disco, ma in qualche modo ritorna spesso.

L’album è composto da sei brani caratterizzati da chitarre acustiche leggere che si fondono spesso a basi di pianoforte essenziali oppure a sottofondi elettronici più aggressivi e pungenti che creano un interessantissimo contrasto con la voce di Dira, a volte limpida e sicura, altre volte più fragile e frastagliata.

La capacità comunicativa dell’artista è infatti sorprendente; la sua voce così mutevole e allo stesso tempo sempre coinvolgente ed evocativa è la vera colonna portante dell’intero Ep.

In definitiva un ottimo inizio per la giovane cantante marchigiana. 

Pubblicato mercoledì 11 aprile 2018