OFF vince il Concorso letterario Thriller Cafè

di Luana Troncanetti

Una supergiuria d'eccezione composta da Romano De Marco, Marilù Oliva e Piergiorgio Pulixi, 63 partecipanti e il tema noir, un genere al quale mi sono approcciata da neppure tre anni. Il mio OFF ha vinto la prima edizione del  concorso letterario Thriller Cafè, alla felicità di tornare a breve in libreria con un'antologia prefatta da De Marco e partecipata da Pulixi con un suo racconto, si aggiungono due interviste che ho rilasciato a seguito della vittoria. 

 

La prima : Intervista a Luana Troncanetti ( Vincitrice 1a ediz.Concorso Thriller Cafè ) 

[D]: Hai vinto il concorso di Thriller Café superando molti altri scritti e raccogliendo un plauso unanime dalla super-giura composta autori affermati come Romano De Marco, Piergiorgio Pulisci e Marilù Oliva. Che effetto ti fa aver avuto da loro parole di apprezzamento?

[R]: Stimo da anni queste tre splendide penne noir, i lavori che conosco in modo più approfondito sono quelli di Marilù Oliva ma solo per ragioni di “anzianità” di incontro. Che effetto mi ha fatto scoprire che avevano trovato convincente il mio OFF? Copio e incollo il parere di uno dei super giurati: OFF è un racconto stillante dolore e quella affilata crudeltà che lascia in dote l’abbandono, ma al di là di questo le pagine brillano di talento e di un’impronta letteraria originale, risultato non scontato da ottenere in una manciata di pagine. Una penna incisiva da tenere sott’occhio. (Piergiorgio Pulixi)

Dimmi tu chi, considerando che scrivo noir da pochissimo tempo e non in modo esclusivo, al mio posto non avrebbe pianto di gioia!

( leggi l'intervista integrale qui: 

La seconda, appena pubblicata sul sito Latelanera.com: Brividi thriller da Roma: intervista a Luana Troncanetti

[La Tela Nera]: Parlaci del racconto che ha vinto il concorso di Thriller Café.
OFF è la storia di un abbandono che si inserisce in una coppia matura in crisi coniugale. Racconta di rimpianti, sogni interrotti, legami che si trasformano in gabbie, dell’impossibilità di accettare le rughe, di vigliaccheria. Parla dell’incastro balordo di due malattie del cuore. 
Claudio è un giovane narcisista che si prende gioco di Miriam, una splendida signora che si concede attimi di bellezza al di fuori del matrimonio. 
Difficilmente i suoi incontri illegittimi sfociano nel sesso. È sufficiente, per lei, sentirsi viva e desiderata grazie a platonici flirt. Non tradisce per soddisfare i bisogni del corpo, è una questione più sottile. Alla soglia dei cinquant’anni si innamora di un ragazzo che potrebbe essere suo figlio con conseguenze devastanti. Non regalo sconti di pena a nessuno dei due protagonisti. Mi limito a concedere qualche attenuante alla donna, con modalità che per ovvie ragioni di spoiler non posso illustrare. 
La vicenda si snoda attraverso continui flashback e, di conseguenza, il registro narrativo si adegua. Il presente, che si apre con l’immagine di un trentenne crocifisso per le braccia in una soffitta, è raccontato a morsi neri. Il passato, visto con gli occhi il più possibile imparziali di un narratore onnisciente, si concede squarci appena più descrittivi e qualche riflessione sull’amore. Nel finale, voce e sguardo del narratore si uniformano.

( Leggi l'intervista integrale qui

Fra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 mi sono capitate cose splendide con la scrittura noir, anche Silenzio ha conquistato dei riconoscimenti che mi hanno riempita di gioia. 
Thriller Cafè, però, mi ha consentito di parlare di un tema a cui tengo molto: le vittime del narcisismo patologico, sono principalmente donne. Parlare, anche se per pochissime pagine, di una violenza ancora sottovalutata ha aggiunto quel quid in più alla mia vittoria.  

Pubblicato giovedì 15 marzo 2018