Agrodolce - Assaggi di vita in dieci racconti (edizione 2018)

di Luana Troncanetti

 

Agrodolce - Assaggi di vita in dieci racconti. Nuova copertina, nuova edizione, identici i contenuti: una raccolta di racconti che durano lo spazio necessario a bere un caffè, o poco più.

Brevi assaggi per accontentare, questo è l’auspicio, il maggior numero possibile di palati; dieci racconti dove, in un finale non sempre scontato, si alternano lacrime e sorrisi e magari fugaci emozioni. Alcune di esse sono dolci, altre hanno un sapore decisamente più aspro e spiazzante. Queste storie custodiscono piccole porzioni di vita da assaporare in pochi minuti, sono una sorta di food finger da consumare in metropolitana, in coda dal dottore, mentre aspettate che tocchi a voi al supermercato o alla posta.

Un frammento di agro (da: L'ostaggio)
«Io non la faccio ‘sta stronzata» riprese caustica la ragazza «vuoi farlo secco? Pensaci tu! È la tua specialità, no?»
L’uomo strinse gli occhi con forza. Una ragnatela di rughe gli ferì il volto masticato dagli anni. La giovane sorrise, soddisfatta. Aveva centrato il segno, brutalmente. Lui imprecò a mezza voce, con la violenza di una bestemmia e la disperazione di una preghiera inascoltata. Era una vita che supplicava il suo perdono. Ma lei non concedeva mai spazio alla pietà, soltanto lampi di tregua incastrati fra un battito e l’altro del cuore.
Il vecchio l’afferrò per un braccio e le ordinò di muoversi, non avevano molto tempo. Doveva tornare di corsa al lavoro, aveva ancora un mucchio di faccende da sbrigare prima della gara del pomeriggio. Lei allontanò la sua mano nodosa così come si scaccia un animale molesto. Si avviò verso la discesa sollevando polvere e rancore. Sembrava un’impresa facile, così gliel’aveva prospettata il vecchio. Un lavoro pulito, senza testimoni. Godeva della fiducia di un ricco signore, l’unico che gli avesse offerto un impiego dopo che era uscito di prigione. L’unico.
Avrebbe pagato profumatamente per riavere il suo bene più prezioso; il suo campione, come lo chiamava lui. Il vecchio ne era convinto. Si sarebbero spartiti il malloppo: lei per fuggire da quel buco di mondo; lui per rifarsi una vita da qualche altra parte. Tutti, lì, continuavano a considerarlo un omicida.
Un frammento di dolce (da: Benvenuti a Cabot Cove. Di nuovo…)
A Cabot Cove, ridente cittadina che conta appena 3680 anime, il 90% della sciagurata popolazione è destinato a passare presto a miglior vita. Ora: o il New England è il covo segreto della criminalità interplanetaria, oppure la Fletcher porta brutalmente sfiga.
Tutti la amano, in molti la invidiano, alcuni la temono. Fra i suoi amici si nasconde spesso un potenziale omicida, che poi così potenziale non è. Si viene quasi sempre a scoprire che l’assassino è l’ottuagenaria che le insegna i trucchetti del tricot, suo cugino, la sorella, il verduriere che le consegna la spesa a domicilio o una vecchia compagna del college che si è convertita alla psicopatia, tanto per ammazzare la noia. E il marito, già che ci si trova.
Le sante donne con le quali trascorreva le giornate a giocare a bridge o a intonare inni sacri in parrocchia, ora si prostituiscono, intrecciano rapporti internazionali con Paesi in cui impazza il terrorismo, bevono selvaggiamente, organizzano festini a luci rosse o si fanno costantemente di crack.
Lei incastra gli assassini armata soltanto della sua borsetta di pelle. Così, a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire. Con un coraggio che bascula dalla modalità “testa di cuoio” a quella di “vecchia zia che vuole sculacciarti per una marachella”, attira i delinquenti in imboscate risolutive, spesso all’insaputa dei suoi amici poliziotti. Gli agenti della serie sono rincoglioniti senza soluzione di continuità, eppure la salvano ogni volta in extremis, intuendo per illuminazione divina che Jessica è impegnata in un pericoloso tête-à-tête con il killer.
Agrodolce ha collezionato diverse vite e recensioni sia in versione ebook che nell’edizione cartacea pubblicata da L’Erudita (fuori commercio da gennaio 2018).
Vi chiedo, qualora voleste leggerlo, il regalo di aggiungere alla lista delle recensioni anche la vostra opinione ( positiva, negativa, non è questo il punto ). "Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli." - Oscar Wilde ( e non Coco Chanel come pensano in molti ).

Pubblicato mercoledì 10 gennaio 2018

PAROLE CHIAVE: Narrativa, noir, Racconti, Umorismo