Va bene

di M.Carla Renzi

Sì, direi che oggi va tutto bene. Naturalmente sto parlando del mio "Piccolo mondo moderno", quello che mi ruota intorno, perchè non voglio andare oltre, spaziare troppo lontano, dal momento che la miopia non me lo consentirebbe neppure.

Quella decina di passeri che stanno becchettando tra le foglioline del prato, davanti a me, in questa giornata di sole fresco nei primi aliti invernali, quegli uccelletti che si danno il cambio con i pettirossi alla ricerca del loro pane quotidiano, mi parlano di semplicità e io li ascolto.

In lontananza si ode il rumore dei raccoglitori di olive che fanno vibrare i rami di decine di alberi affinchè i piccoli frutti verdi e neri cadano sui teli stesi sull'erba. Domani, poi, tutti al frantoio con le cassette piene e le latte ancora vuote, dove versare quell'ottimo succo. Il tuo olio ancora verde opaco, quasi color giada, per tutto l'anno ti delizierà il palato quando lo spargerai sul pane appena fatto o ne irrorerai i tuoi piatti preferiti.

Sarà una festa dove tutti gli amici metteranno a confronto la propria annata, come hanno fatto due mesi prima per l'uva e per il vino.

Le tavole si allungheranno e, tutti, seduti intorno, sbucceranno insieme le castagne arrostite, mentre qualcuno sta davanti al paiolo a girare la polenta, dandosi il cambio per riposare la braccia. Il sugo è pronto dalla mattina, bello denso e ancora fumante, con i pezzi succulenti di carne tenera e saporita, sulla vecchia cucina economica il cui tubo nero risale lungo la parete per infilarsi in alto a sputare fuori i suoi fumi.

Ogni tanto uno dei bambini che si inseguono tra le sedie e le porte aperte, ogni tanto, dicevo, uno di quei bambini cade e il pianto interrompe le risa e le chiacchiere, ma dura poco, pochissimo, perchè è già in corsa per la nuova acchiapparella. Ma può volare anche uno scappellotto da parte di un padre indispettito dall'urlo di un figlio:

" E basta, mi massacrate i timpani, ragazzì, andate fuori, se no vi acchiappo io!".

Solo i cani di casa, sbadiglianti nella loro sorniona felicità, fanno finta di dormire davanti al camino, sdraiati l'uno sull'altro, senza tema di essere coinvolti, neppure dal

nonno che, accortosi che si sta facendo sera, accende la legna nel focolare, con uno zeppetto leggero posto sotto ad altri consimili, in modo che la fiammella iniziale salga dolcemente verso i legnetti più grandi per poi slanciarsi con energia su tronchetti consistenti, quelli che dureranno e formeranno la brace per la notte.

Il fumo sale lungo la cappa, diritto e senza intoppi.

La nonna, oggi, si è messa il sinale più bianco sul suo vestito migliore, quello nero, nero come tutti quelli che ha nell'armadio, uno per ognuno dei suoi morti.

Il grembiale di cotone riparerà la sua eleganza dagli schizzi di olio o di sugo, mentre la tasca è rigonfia di fazzoletti pronti ad asciugare i mocci e le lacrime dei più piccoli.

"Gina, figlia mia, che aspetti, apparecchia, vedi quanti siamo e prendi le brocche!".

La zia zitella si riscuote dai suoi sogni e pulisce il tavolo. Si è fatta sera ed è ora di cenare, noi, loro, tutti quelli che c'entrano intorno alla enorme spianatoia su cui verrà subito versata la polenta bollente, con l'abbondante sugo e tanto formaggio.

Rumori di sedie trascinate, di bicchieri semipieni posati sul piano, di forchette sui piatti di coccio, schiocchi di voci e di risa, mentre i bambini guardano tra gli adulti per trovare il prorpio posto e ci si infilano silenziosi, per paura di essere dimenticati.

Sì, oggi è andato tutto bene.

Più tardi le macchine lasceranno il cortile, le donne rassetteranno, le luci del casolare saranno spente, mentre le camere del piano di sopra, con i loro letti di ferro, di legno, con su i materassi di lana da cardare, le vecchie lenzuola qua e là rattoppate e le coperte pesanti, aspettano chi è rimasto per passare la notte.

"Buona notte, a domani, anche domani andrà tutto bene!".

 

Pubblicato giovedì 2 novembre 2017