Vorrei raccontarti una storia

di Dina Pulicicchio

La storia che mi appresto a raccontare parla di fatti realmente accaduti. Racchiude scorci della guerra di liberazione, dell'emigrazione e dei grandi sacrifici che hanno costellato la vita di una semplice contadina dell'Italia meridionale.

Mi riferisco ad una donna umile e buona che con il suo esempio ci ha insegnato molto, la mia mamma Ruffo Adeva Maria.

 

Tratto dalla prefazione:

Un giorno, rovistando tra le scartoffie nei miei cassetti, ho trovato i disegni che avevi fatto anni fa cara mamma e mi sono tornate in mente quelle parole: "Sarebbe bello se scrivessi un libro che parli di me? Perché non racconti la mia storia?"

Le tue vecchie filastrocche:

...Eri appena nata quando la Seconda Guerra Mondiale scoppio' ed avevi cinque anni quando il conflitto armato imperversava ed infieriva con crudeltà sull'umanità, spargendo il sangue di tanti innocenti e seminando distruzione e terrore ovunque. A qull'epoca, il rumore dei ricognitori e dei caccia bombardieri riempiva e turbava con fragore il cielo di tutto il mondo. Li sentisti e li vedesti anche tu. Si trattava degli aerei anglo-americani che, sempre più numerosi e minacciosi, passavano alti alti sopra alle nuvole. Sembravano stormi di uccelli, ma erano scuri e cupi e al loro passaggio facevano un rumore spaventoso che faceva tremare la terra...Cio' nonostante, mi dicesti spesso che rispetto alla città di Cosenza voi che abitavate a Torano Castello, un piccolo comune dell'entroterra, stavate bene, anzi mi correggo, meglio mentre, i centri nevralgici venivano bombardati. La guerra al suo passaggio, aveva raso al suolo tutto e le campagne erano il solo luogo ancora sicuro in cui potersi rifugiare....

Pubblicato venerdì 27 ottobre 2017