Toghe Rosso Sangue, uno spettacolo unico e significativo

di Patrizia Patti

Una scena, quattro attori, quattro sedie. Altro non serve per parlare delle 29 vittime uccise tra il 1969 ed il 1994, vittime dimenticate, o quasi, da uno Stato a volte complice della mano armata.

Questa trasposizione teatrale nasce dal libro di Paride Leporace ‘Toghe rosso sangue’ e ripercorre, in senso cronologico, le vite di uomini semplici, di comuni padri di famiglia, di mariti che non vedranno mai crescere i propri figli perché uccisi da mani intrise di odio e di falsi ideali. Uomini che hanno avuto la sola colpa di essere Magistrati.

Emanuela Valiante, Sebastiano Gavasso, Francesco Polizzi e Diego Migeni riescono a creare sul palco una continua alternanza di protagonisti senza ricorrere ad effetti, senza scenografia, senza niente altro che la forza delle parole.

I due momenti più toccanti sono senza dubbio lo splendido monologo della ‘postina’ che racconta la vita e la morte di Paolo Borsellino (con un bellissimo commento musicale) e l’atto finale in cui un’ombra di nome Paolo Adinolfi chiede disperatamente di uscire dall’oblio.

La messa in scena è assolutamente scarna, ma il fine ultimo non è quello di ‘fare spettacolo’, ma di arrivare dritti al senso civico dello spettatore ed invogliarlo ad uscire dalla sala desideroso di approfondire queste 29 pagine della nostra storia troppo spesso dimenticate.

In conclusione questo spettacolo restituisce la giusta scena ai magistrati uccisi e li eleva, per il loro estremo sacrificio, ad esempio per le future generazioni che corrono costantemente il rischio di rimanere apatiche ed insensibili verso la nostra storia recente e le nostre origini.

Uno spettacolo assolutamente da non perdere ancora in scena solo il 12 aprile al Teatro Argentina in una matinèe speciale.

Pubblicato mercoledì 12 aprile 2017