Il regista Mauro Nigro emigra in Scozia e Una donna col cervello finisce al Rgu Film Festival

di Francesco Cerminara

Una donna col cervello e una persecuzione. E’ la sintesi del cortometraggio di Mauro Nigro, scelto dalla giuria del Robert Gordon University per la prima edizione del Film Festival di Aberdeen, andato in scena dal 26 al 28 Marzo. Protagonisti dell’opera Saverina De Fazio e Andrea Giuda, mentre la casa di produzione è la N2 Video Production di Cosenza. Il film non ha vinto premi, ma il regista commenta: «girare il film è stato divertente, per fortuna c’erano con me Maria Rosaria (Cozza, aiuto regia), Giuseppe e Gigia (i collaboratori alla fotografia Colonese e Pansera), senza contare Andrea Gallo e Ada (special fx make up) e la selezione è già stata una soddisfazione».

L’opera è stata presentata ufficialmente nella rassegna Assaggi di cinema 2016 e poi proiettata al Festival del cinema di Lamezia Terme 2017. I particolari della trama sono secretati. Il regista cosentino parla per ora solo dei film e telefilm che lo hanno ispirato. «Da bambino Starsky e Hutch (poliziesco anni settanta con Paul Michael Glaser e David Soul), ma i telefilm che mi hanno cambiato la vita sono X-Files (ideata negli anni novanta da Chris Carter) e Miami Vice (di Anthony Yerkovich). Come film invece, Fuga da New York di Carpenter».  

Nigro si sta abituando alle manifestazione estere. Nel 2014, il suo corto Hooded ha partecipato al Tuzla Film Fest in Bosnia-Erzegovina, Horror film Fest di Puerto Rico e al No Te Cortes y muestra tu corto della spagnola Logrono. A Cosenza invece, è stato recentemente direttore della fotografia per il film di Gianluca Sia Io resto qua, presumibilmente nei cinema agli albori del 2018. Nigro si diverte anche a suonare il basso per la band crotonese dei Coffea Strange e a fare il solista, chitarra e voce, travestito da Cassidy.

Il cinema nigriano gioca con il genere horror e il poliziesco. Dietro visioni spaventose, c'è un colpo di scena o il paradosso di una storia. Vista l’esperienza nella musica, usa il montaggio, i suoni e le canzoni per dare pathos alle inquadrature e non per tappare buchi. Una donna col cervello è l’ultima tappa di questo percorso e fra un annetto sarà alla mercé del grande pubblico. 

Pubblicato lunedì 3 aprile 2017

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