da "Storie di fiori, amore e altre trasgressioni" - Quando le mie piaghe hanno origine dalla mia forza (racconto poetico)

di Maurizio Furlani

Di quale materia si compongono i tuoi sogni?….. empirica domanda ma, se stringerai tra le mani un filo di seta puro, troverai nelle tue tasche la risposta che non ti avrò regalato con le mie menzogne, ma trattenuta tra i tuoi mille pudori. La materia è immagine di un brivido che si nasconde e altera l'orizzonte tra il sogno e la realtà.

 

In una notte qualsiasi sognai lo squillo del mio telefono e..... "Signor Furlani buongiorno, presso la nostra tintoria abbiamo delle sue camicie che non ha ritirato e desidero solo informarla che non sarà un problema trattenerle ancora da noi". Risposi ringraziando promettendo il ritiro in tempi brevi e chiudendo la conversazione, mi ritrovai rannicchiato ed assonnato ai piedi del mio letto con un lenzuolo sul viso. Non ricordai quella subliminale telefonata se non dopo qualche giorno e quindi perso l'orientamento temporale, mi venne il dubbio quale fosse la realtà o l'immaginazione, ovvero una storia inconscia tra profumi e vapori di lavanderia.

Mentre navigo in volo tra le nuvole a cavalcioni di un aereo tra Roma e New York, mi accelera la prospettiva di una vita parallela, vivendola senza ricordi o forse con qualche brandello nell'attimo del risveglio, comunque vissuto.

Respiro e mi muovo nella dimensione orizzontale, ore interminabili se insonni, esiliate negli apparenti pochi minuti di un lungo viaggio. E più il trascorso inconscio è denso di emozioni, più é difficile riunirsi alla vita reale. La confusione delinea l'approssimarsi della saggezza, il vissuto incalza ed il diniego della realtà é lucido come il fango che calpesto ogni qualvolta rimembro il passato, uno stato emotivo che si confà alla più deprecabile delusione.

Sono anni che non stiro camicie, frutto delle mie lunghe giornate ed è bene parlar chiaro!….. lo stropicciamento generato dalla casualità degli eventi lo preferisco alla pazzia delle involute anse del cervello; angusti fiordi norvegesi che stringono l'amore che nasce dal mare. Se i sogni mutano nell'incubo peggiore, la vicinanza del serpente mi ha salvato da morte certa, pur soffrendo miseramente. Fortunatamente mio malgrado, in vita voglio stringere chi amo e chi ha necessità di me, fossero anche gli ultimi superstiti del mio mondo che ho desiderato costruire al di là del male.

 

“Accarezzando il pianoforte che chiama le mie mani con odor di miele, mi sembra lastricar di baci le guance rosa dei miei figli e come potrei abbandonare le vibranti emozioni delle dita che ad occhi chiusi immaginano l'ardito percorso verso la felicità!”

 

Ascoltate amici cari il rotolar delle parole, il precipitare senza fine e poi risvegliarsi nel torpore in un letto di solitudine. La frenetica scrittura mi riporta all'idea primigenia di questo racconto che dimentico se esser una donna di femminei ma voraci comportamenti o di indumenti annunciati con fragorosi squilli e da un turbinio notturno senza risposta. Gli opposti muovono gli interminabili giorni della mia esistenza ed il paradosso vuole che i miei improbabili incontri, di cui avrei dovuto sentirne il fetore prim'ancora del sentimento, disegnino il percorso dello smarrimento alla ricerca dell'assoluto, memore delle imperdibili risposte di donne e uomini migliori di me. L'amore ė descritto dalla indimenticata Marie Curie, negando ella stessa che le sue piaghe avessero origine dalla sua forza, pur conoscendo i pericoli derivanti dai suoi importanti esperimenti con il materiale radioattivo.

Il bene nasce dalla consapevolezza della presenza del male e la tintoria? .....in realtà, non mi cercò la signora della lavanderia e tantomeno ricordavo camicie da ritirare!

 

 

Pubblicato venerdì 16 dicembre 2016

PAROLE CHIAVE: Letteratura, Racconti, sogno