da "Storie di fiori, di amore ed altre trasgressioni" - Non creativa ma lucida circostanza (racconto poetico)

di Maurizio Furlani

"Sei sempre tra le nuvole, scendi da quel cazzo di cielo e cerca di stare con i piedi per terra!” ed io, distolsi lo sguardo da un muro incolore senza averti nemmeno ascoltato.

 

Quale realtà! in quale spazio addenso la mia vita parallela allineando il mio mondo al tuo, percorrendo strade con strati di melma, forse rifiuti tossici del tuo vissuto reale che vuoi vendermi a caro costo, a costo della mia libertà; mi ucciderei pur di non sopravviverne. Chi sei tu per entrare tra le porte dorate dei miei pensieri che materializzano in desideri, inibendosi al sol contatto con l'ossigeno della nostra città, dove io mi aggrappo alle più volgari mistificazioni per fingere di essere come te.

 

Passeggio nel più anonimo dei viali alberati di un quartiere cittadino qualsiasi. Nel mio intorno palazzi come prigioni! costruiti per il desiderio di convivere tra gli odori degli uni con gli altri. Il raccapriccio cede alla sorpresa, catturato per l'estremo lembo della giacca da un mendicante ed dall'improvviso pestone ricevuto da uno zelante marito in corsa verso il supermercato più vicino. E si fa finta che non sia accaduto...... si! si fa finta mentre il trascorrere delle ore consuma la più insignificante esistenza dal tema; felice e inconsapevole.

Accanto a me un sereno pittore dalla fisionomia orientale prepara un cavalletto, tanti movimenti che si alternano ad uno sguardo attento di ogni cosa lo circondasse. Immagino colori tiepidi adagiati sulla tela, un disegno che suggerisca immagini dai contorni mai aspri. Il gesto, in mano un pennello, il fruscio delle foglie mosse dal vento. Poesia di suoni e colori, fervidi immaginari contatti con l'indissolubile armonia che circonda la mia assenza in luogo ostile.

Passo dopo passo il viale si stringe, non più alberi ma panni stesi, quasi anime senza corpo che agitano al vento ed ancora la fantasia è coronata da un mottetto di William Byrd proveniente da una finestra socchiusa e la trascendente passione evolve in reale estasi.

 

Nel frattempo ho perso di vista la tua ombra e mi concedo un'ultima considerazione che non faccio altro che ripetere, come a convincermi che in fondo il privilegio risiede nella consapevolezza. E voi..... mi chiederete quale consapevolezza? Non saprei rispondere, ma se le mie mani tracciassero un percorso sul mio viso e avvertissi il benessere del contatto, quel momento sarà privilegio, mai scontato ma fortemente desiderato. L'intimo riscontro d'esser vivo a volte potrebbe creare quel discreto disagio di essere inappropriato ma in tutto ciò la faticosa ricerca trova compiacimento.

 

Le umane possibilità date dalle nostre peculiarità, si determinano nella capacità di rendere nobile la virtù del pensiero, rifuggendo la fagocitante instabile adorazione per la merda che calpestiamo ogni giorno.

Pubblicato mercoledì 5 ottobre 2016

PAROLE CHIAVE: Amore, libertà, Racconti