L'abbiamo fatta grossa- Carlo Verdone e Antonio Albanese sbagliano quasi tutto

di Francesco Cerminara

Il titolo dell’ultimo film di Carlo Verdone è un’involontaria ammissione di colpa per aver realizzato una commedia dimenticabile e modesta. Una striscia di magone nella divertente filmografia dell’attore e regista romano, ancora lontano dalle imprese degli anni ottanta/novanta.  

Verdone interpreta un detective (Arturo Merlino), che per far colpo sull’ingenua Lena racconta di seguire casi eclatanti in giro per il mondo, mentre invece è costretto a ritrovare cani e gatti. Un giorno, viene ingaggiato da Yuri Pelagatti (Albanese), attore in crisi e squattrinato separato che gli chiede di pedinare la moglie Carla. Un imprevisto durante l’operazione di investigazione metterà in pericolo le loro vite. E da inseguitori, finiranno per essere inseguiti, per colpa di una valigetta dal prezioso contenuto.  

Da quel momento, i meccanismi comici del film si inceppano. Le battute, al netto dei riferimenti sessuali, sono sconclusionate e superate. Per quasi due ore, le risate vanno in crisi. E il peggio sta proprio nei titoli di coda: “i personaggi e i fatti narrati sono immaginari, è invece veritiera la realtà che li produce”. Un trucco che pretende banalmente la complicità dello spettatore e di essere qualcosa di più: un film di denuncia dove le vittime finiscono nei guai e i colpevoli restano impuniti. Alla fine, questa accusa verso il mondo ingiusto si spegnerà una volta usciti dalla sala cinematografica.  

Verdone e Albanese si sono così macchiati di un peccato. Perdonabile, se consideriamo le loro grottesche maschere dell’italiano medio (, il coatto della borgata) e il loro talento.  

 

 

 

 

 

 

Pubblicato domenica 24 luglio 2016

PAROLE CHIAVE: Accademia, Arte, Artisti, attori, Cinema, commedia, Recitazione, Regia, Thriller