Quando avrò freddo

di M.Carla Renzi

Il sole è sceso dietro la collina e i suoi raggi non colpiscono più gli alberi, i campi, le case e neppure me che fino a poco fa mi divertivo a giocare con il mio cane, facendolo correre e saltare perchè potesse afferrare le bolle di sapone soffiate al vento lieve di fine estate. Lui sa bene che quelle sfere colorate e translucide, trasparenti e leggere non le afferrerà mai eppure le rincorre agile sul prato, sfidando l'impossibile e bagnandosi il naso alla spumetta rimasta sospesa nell'aria per un attimo solo. Per quell'attimo egli mi ama, in quell'attimo illusorio egli è felice. L'ombra seròtina invade la valle senza soluzione di continuità chiudendo man mano ogni cosa in un grigiore diffuso. Tutto si appiattisce, si perde il senso della distanza, della profondità; nulla riluce, nulla è più primo attore sulla scena. L'aria si fa fresca e le fronde scosse degli alberi sembrano minacciose. Conviene rientrare in casa, chiudere la porta alle prime foglie gialle che svolazzano giù dai rami in arabeschi disordinati fino a raggiungere il suolo. Tra breve tempo saranno innumerevoli, una coltre giallastra e rossastra e bruna marcirà nei rigagnoli di pioggia perché l'autunno sarà arrivato e non si può tornare indietro. Finchè il sole scaldava tutto ciò che toccava e muoveva a risa la giovane incoscienza, ogni cosa appariva splendente, di vita vivace ed eterna. I pericoli noti erano comunque ignoti. L'amico era amico. L'amore era Amore. Ma dietro le ombre …cosa c'è dietro le ombre? Io stessa non vedo la mia ombra, essa si confonde con le altre, ed anzi scompare. Siamo sconosciuti a noi stessi mentre il freddo ci assale man mano. Mi giro nel letto dove non sono sola e so che quando il freddo sarà più intenso perché la brace del camino si sarà tutta consumata, tu mi abbraccerai.

Pubblicato lunedì 23 novembre 2015