L'amore è una farfalla

di M.Carla Renzi

Ieri ho aperto una vecchia scatola di lamierino, una di quelle dove una volta si confezionavano i biscotti per la colazione. E' una scatola rettangolare, dai bordi alti e sul coperchio è stampata l'immagine colorata di un prato fiorito su cui si vanno posando decine di farfalle.

Era tanto che non la rivedevo, e non ci pensavo neanche più, anche se per qualche anno l'andavo a cercare spesso tra le vecchie cose lasciate in un grande cassetto del vecchio armadio di famiglia.

Ieri dovevo vuotare quel mobile per spostarlo in un diverso ambiente della casa, per questo mi sono ritrovata a tu per tu con te.

Con il cassetto aperto davanti, mi sono seduta in terra ed ho tirato fuori da quella scatola tutte le nostre lettere, le mie e le tue.

Sono distinte in due pacchetti diversi e di diverso peso, visto che le mie sono nettamente inferiori di numero. Ma lo abbiamo sempre detto che il grafomane eri tu!

Ambedue i pacchetti sono in ordine di data.

Mi sono sempre ripromessa di inserire le buste con le lettere rispettando l'andata di una  ed il conseguente ritorno della relativa risposta, in modo da farne quasi una comunicazione fluida e quindi un solo pacchetto. Una conversazione tra me e te, come se invece che scriverci, fossimo lì a parlare sottovoce, abbracciati.

Ma non ci sono mai riuscita perché quella fluidità che io avrei voluto ci fosse davvero, invece ha avuto una breve durata.

E' andata via e non l'ho più ritrovata!

Perché è successo?

Non avrei voluto vedere i tuoi occhi senza la luce scintillante dei primi giorni.

Non avrei voluto sentire le tue dita scivolare via dalla mia mano stretta sulla tua.

Non avrei voluto avvertire le tue labbra restie al mio bacio.

Non avrei voluto udire la tua voce non rispondere al mio "Ti amo".

Non avrei voluto non trovarti più al mio fianco nel letto.

Tutto il calore che ci eravamo scambiati senza alcuna fatica è fuggito in un attimo, ed io sono rimasta gelida senza di te.

Vivevamo insieme nel sole, su di un prato fiorito, senza affanno, leggeri, delicati, agili; tutto era facile ed eterno.

Poi qualcosa ti ha toccato le ali, ha tolto la lieve porporina colorata ed ha spento tutta la tua delicatezza, la  gioia che mi dispensavi, ha cambiato il tuo mondo e mi sei divenuto nemico.

"Devo pensare a me!".

Queste sono le parole con cui chiudi la tua ultima lettera.

E io, da allora, non ho potuto più pensare a me, ma solo a te.

Alla tua assenza.

Quanto è delicato l'amore! Basta niente perché si trasformi, perché dai mille baci infuocati si passi a non sopportare la pelle dell'altro.

Quanto è delicata una farfalla!

Pubblicato domenica 15 marzo 2015