Impercettibili esistenze

di M.Carla Renzi

 Dormivo profondamente nel cuore della notte. Sognavo.

Non so cosa stessi vivendo in quei rapidi minuti solitari, così colmi di presenze. Non importa ricordare precisamente di cosa è fatta una nuvola già tanto piena di ricordi… quella era però la mia nuvola.

E non so neppure per quale motivo ho aperto gli occhi nel buio.

Un nanosecondo prima avvertivo la luce, i colori, sia pure illusori ed irreali: non era meglio rimanere in quelle certezze senza vita, piuttosto che immergere le pupille sensibili nella realtà sconosciuta?

 Immagini veloci saettavano calde nella coscienza, trasportandomi nel mio intimo più antico, sedimentato ormai e fatto me stessa, imprescindibile, perfettamente aderente come una guaina interna.

 Richiami infantili nel parco…  il pallone è caduto nel fosso…  ti sei lavato le mani?...  mamma, mamma lui mi ha dato una spinta…  Tana libera tutti…  andiamo, hai preso la cartella?...  la bici piccola sempre a me!...  la maestra entra: tutti in piedi…  giochiamo con la creta a fare le formine… non farti leccare dal cane…  chiama i tuoi fratelli per la cena…  quando ci saranno le cugine…  vedremo poi quando torna tuo padre... ha detto nonno che… anghingò… vieni, ti faccio le trecce…  una mela al giorno toglie il medico…  mettiti lì a leggere ma zitta eh?.. sveglia, svegliatevi tutti, ha nevicato!...

 Voci lontane, andate e restate insieme ai gesti semplici del vecchio quotidiano, rimangono a vivere finchè io vivo, rimangono con me solo per me. Presenze solo mie, uniche, belle non so, cellule del mio sempre.

Nessuno le sa, diverse da quelle di tutti… ognuno per sé. Poi…

Oggi sono la mia nuvola,  ricca di vive evanescenze.

Pubblicato domenica 22 febbraio 2015