Dodici posti dove non volevo andare - Clara Cerri

di Luana Troncanetti

 

Ho letto questo libro la scorsa estate, su consiglio di una mia cara amica, una fra le più intelligenti e critiche persone che io conosca: "Leggilo" mi ha detto "Clara è davvero speciale." 

Il passaparola è proseguito, in molti hanno apprezzato il lavoro di questa autrice. Eppure non ha ottenuto ancora il riscontro che meriterebbe. 

Mi sento profondamente stupida a specificare perché molti talenti restino a vegetare nell'indifferenza più totale, o quasi. Ripeto i motivi a quei pochissimi che non li conoscessero: in Italia scrivono in troppi, in troppi scrivono male. Le case editrici non riescono più ad evadere la lettura dei manoscritti, in tanta produzione letteria può capitare di perdere per strada un talento, oggi decisamente più che in passato. 

I mesi di attesa di un riscontro, per uno scrittore (valido o meno che sia), possono trasformarsi in anni. 

Quindi, in molti scelgono la strada dell'autopubblicazione o degli ebook; chiunque può schiaffare in circolazione immondizia. Il lettore è perciò diffidente, maldisposto ad acquistare lavori di sconosciuti, disorientato dai troppi titoli in vetrina. 

Quello che non sa è che a inserire un ebook su Amazon et simili non sono soltanto imbrattapagine, alcuni di questi prodotti sono di ottima qualità, basta scoprire quali. 

Questa è la breve recensione che ho scritto per Clara qualche tempo fa:

"Una scelta narrativa originalissima e coraggiosa, ma non per un talento come Clara Cerri.

Leggere questo libro è come ricomporre un puzzle dove ogni tassello si ricolloca al suo posto un capitolo dopo l’altro senza tener conto di una millimetrica precisione cronologica. Il bello è proprio questo: a ogni frammento scopri nuove sfaccettature e diverse età di personaggi veri, fallaci, mai banali, pennellati con una maestria che lascia senza fiato.

Io detesto l’ovvietà, le frasi fatte, le allegorie consunte da secoli di letteratura. Il pregio di questa autrice è principalmente quello di creare nuove ed efficacissime forme espressive difficilmente lette prima.

La storia si snoda su una saga familiare in un ampio arco di tempo, lo scenario è principalmente quella di Roma con una piacevolissima divagazione fuori città, uno dei miei capitoli preferiti, quello di Clara e Rita che ripercorrono memorie appuntate su vecchi diari disseminati in case disabitate.

Uno dei dodici posti dove dovete assolutamente andare è proprio qui, su Amazon, per acquistare questo piccolo gioiello.”

Vorrei aggiungere qualche elemento: 

1) La descrizione di Roma: mai didattica o didascalica, si muove con agilità fra storia dell'arte, musica e pittura scovando, grazie a quest'ultima, bellezza anche nel suo aspetto più sporco. La lattina abbandonata ai fori imperiali, un gatto morto, la sua indolente trasandatezza: anche questa è Roma, anche questa va raccontata.

2) La sua abilità nella scrittura erotica: un paio di scene di sesso, argomento difficilissimo da riprodurre su carta. Lei ci riesce egregiamente senza mai scadere nella banalità, nelle descrizioni grottesche che personalmente mi hanno sempre fatto schiantare dalle risate, più che eccitare. Ve ne cito una a caso, l'ho letta proprio ieri su Fb. Opera di una persona che mi ha fatto anche un po' tenerezza, le presentava con un certo orgoglio come bigliettino da visita per il suo romanzo, suonavano più o meno così: "Lei si avvicinò alla zip dei jeans, la aprì liberando la sua virilità". 
Ecco. Toglietevi dalla testa di leggere certe descrizioni nel libro di Clara, la sua penna raffinata è lontana anni luce da ognuna delle 50 sfumature di.

3) L'ironia, ne possiede molta. Non è un optional di serie, è un dono di pochi. Gustosissimo il racconto dedicato a Via Margutta, dove un gruppo di ragazzi decide di mettere su una zingarata per prendere in giro gli artisti. Ma attenzione: lei non prende affatto per i fondelli l'arte che è un desiderio che va seguito fino in fondo, come i desideri del corpo. E' il contesto che fa l'opera d'arte ( e qui vi inviterei a dedicare 30 secondi di lettura al mio La potenza della griffe, solo un aspetto del fenomeno ), il pubblico che ne decreta il successo spesso su criteri di autosuggestione e ad essere scemi sono alcuni artisti, in genere quelli che si prendono spaventosamente sul serio.

Il testo è un excursus nel tempo con un intreccio forse a volte non semplicissimo da seguire, ma accade solo ai meno attenti o a chi non è abituato a leggere più di un libro l'anno.

Il libro è bellissimo, varrebbe la pena di conoscere Clara Cerri anche soltanto per uno dei dodici capitoli "Il racconto del Dibbuk", scritto totalmente in romanesco ma comprensibile a ogni cuore, qualsiasi sia il suo dialetto di origine.

Altro non aggiungo, se non un consiglio: concedete fiducia agli autori esordienti. Concedetegliela in generale, non solo a Clara Cerri. Evitate di condividere sulle vostre bacheche esclusivamente i link di scrittori già strafamosi. Lo faccio anch'io, qualche volta, ma in linea di massima "spingo" e consiglio autori sconosciuti ai più quando mi capita la fortuna di leggerne qualcuno estremamente valido. 

Clara Cerri fa certamente parte della categoria, potete acquistare QUI il suo libro, oggi in offerta a un prezzo accessibilissimo. Anche a prezzo pieno, non supera i due euro.  

Sempre tornando al discorso de "La potenza della griffe", se fosse un libro della Mazzantini (tanto per citare una delle mie autrici preferite) e costasse soltanto 49 centesimi, fareste a cazzotti per accaparrarvelo. O sbaglio?

 

Pubblicato domenica 25 gennaio 2015

PAROLE CHIAVE: Recensioni

Schede correlate