Attenzione, scoop!!! Scoperte le istruzioni alla stampa per la manifestazione NO MUOS del 1° Marzo a Niscemi

di antonella santarelli

Attenzione, scoop!!! Scoperte le istruzioni alla stampa per la manifestazione NO MUOS del 1° Marzo a Niscemi

 
La signora Rosina, operosa addetta dell'impresa di pulizia La Solerte, spolverando il pc del megadirettore della catena editoriale “Finché la barca va”, sente uno strano bip bip e nota immagini colorate e pulsanti sul video. “Attenzione, attenzione” si legge nella scritta che ora spunta. “Vuoi vedere che prendo una nota di merito se avverto il capo dell'ufficio e forse anche una mancia?”
Cercando di ricordare come fare per stampare il messaggio, apre decine di file con immagini di giovanissime donne scollacciate.
“Oh, guarda la segretaria del dott. Rossetti, che fine avrà fatto? E la nipote del dott. Milani, oh, ma forse non è la nipote... e questo ragazzo chi è? Ma è nudo!” Finalmente apre e stampa il file giusto.
“Messaggio importante da distribuire a tutti i giornalisti, con ordine di distruzione immediata dopo la lettura”.
“Deve essere veramente importante, lo darò subito a mio nipote che studia giornalismo, anche se ora, mannaggia a lui, sta occupando la facoltà. Penserà lui ad avvertire gli altri giornalisti”.
E così, grazie al nipote della signora Rosina, possiamo darvi, in anteprima, le istruzioni che la quasi totalità dei giornalisti seguirà per informare la nazione sulla manifestazione NO MUOS del 1° Marzo. Seguendo le istruzioni, potete giocare ad anticipare il pezzo che leggeranno gli italiani sui maggiori quotidiani (on line e su carta): a questo punto, fateci avere il vostro pezzo perché premieremo, con un soggiorno nella sughereta di Niscemi, l'autore che confezionerà il reportage più vicino agli articoli diffusi dalla grande stampa durante e dopo la manifestazione del 1° marzo in Contrada Ulmo. Ecco le istruzioni:
1) Recarsi sul posto almeno la sera prima e concordare con le forze dell'ordine il punto dove è auspicabile che scoppino disordini.
2) Portarsi l'occorrente per sostituire o riparare le gomme: gli uomini dei servizi segreti non sempre ci pensano dopo avervi squarciato i pneumatici.
3) Evitare di fotografare religiosi, mamme con le carrozzine, bambini sorridenti: i manifestanti sono brutti e con il ghigno feroce. Gli altri non esistono, ricordatelo.
4) Filmare tutti coloro che inciampano e cadono: fino a prova contraria, sono le vittime della violenza inaudita della folla rivoltosa.
5) Mai socializzare con i manifestanti, neanche per chiedere notizie. Vi bastano gli infiltrati che imparerete a riconoscere; se non li riconoscete, non importa. A cosa vi servono le notizie?
6) Istruzione fondamentale: dividere per due e calcolare il dieci per cento del risultato. Questo è il numero dei manifestanti che lancerete già dopo cinque minuti l'ora fissata dell' inizio del corteo. Esercitatevi: se sono diecimila, il numero esatto che diffonderete sarà: 500, 250 o 700?
7) Anche se i manifestanti saranno un'infinità, ricordatevi che solo i numeri, per definizione, sono infiniti: quindi, la manifestazione, comunque vada, sarà sempre un flop, perché il numero dei manifestanti non può essere infinito. Ragionate: se fossero ottomilacinquecentonovantasei, potrebbero essere ottomilacinquecentonovantasette e così via. L'insuccesso è, pertanto, una verità incontestabile. Mancherebbero sempre di una unità in più. Questa è matematica, cosa avete studiato a scuola?
8) Il numero, pertanto, finito dei manifestanti va sempre decontestualizzato: non un accenno a quanto successo in precedenza. Nessuna analisi o contraddittorio: credete di lavorare per la BBC, forse?
9) Il ragazzo celerino che si toglie il casco in segno di solidarietà soffre di ASMA, intesi? E niente paura se lo negherà, il giorno dopo tornerà a vendere le patate nel suo paesino sperduto tra i monti.
10) Appena si avvicinerà a voi un manifestante o, peggio ancora, una di quelle insopportabili Mamme No MUOS per chiedervi di fare un articolo “giusto” (come dicono sempre) sulla manifestazione, mostratevi infastiditi e gridate per farvi ascoltare da quanta più gente possibile: “Uffa, la stampa in questo paese è LIBERAAAAAA!”.

Pubblicato sabato 8 febbraio 2014