Mi piace una donna

di Marco Proietti Mancini

Mi piace una Donna dal seno grande, morbido e largo, materno nel suo accogliere la mia testa stanca, nello sfamare la mia bocca avida.

Mi piace una donna dai fianchi tondi, morbidi e torniti, la curva delle sue anche senza spigoli e asperità, che scende dalla vita, come la curva di una antica accogliente anfora.

Mi piace una donna la cui pelle abbia pieghe, curve che si creano quando si muove, delle pliche nascoste, in cui le dita possano entrare, in carezze che violano ogni volta intimità diverse e nuove.

Mi piace una donna dalla bocca grande, una bocca accogliente, una bocca che conosce i baci e sa restituirne, donarne, una bocca vissuta, anche segnata, sul cui contorno scorrere le dita in una leggera carezza che possa distendere le rughe leggere.

Mi piace una donna dagli occhi limpidi, sereni, grandi ed aperti sul mondo, occhi che continuano a riflettere le mille e mille imagini e colori che la donna ha già visto e vissuto, occhi che ridano accompagnando le labbra.

Mi piace una Donna che sia una Donna, che non menta a se stessa, ma che sia capace di raccontare bugie, anche a me, senza raccontarne a se stessa, una donna con cui scambiarmi malizia e complicità, segreti confidati, verità raccontate, sguardi di intesa.

Mi piace una donna che abbia la sua Vita, faccia le sue scelte, combatta le sue battaglie, una donna che non cerchi alibi nelle mie decisioni, non cerchi giustificazione ai suoi errori nei miei, non cerchi pretesti e colpevoli per le sue colpe.

Mi piace la Donna che si muove dentro di me, quando faccio all’Amore con una donna, la donna che mi dice quando devo muovermi e come, cosa devo fare, la Donna che moltiplica il mio piacere, che mi fa provare piacere per il piacere della donna che è con me. Allora il mio piacere non serve più, perchè io il mio piacere l’ho già avuto, riflesso negli occhi rovesciati, nella bocca semiaperta, nel mormorio appagato della donna che è con me.

Mi piace una Donna che mi fa capire e provare la paura delle donne, la rabbia delle donne, la frustrazione muta e velenosa di chi deve sopportare la stupidità arrogante di chi si sente superiore.

E a volte, di fronte ad uno specchio, mi sorrido, e mi domando se quella donna non ci sia già, nella mia Vita. Non sia sempre dentro di me, non sia io, e non sia la donna che mi viene a trovare la notte nei sogni, la donna con cui parlo nelle mie solitudini, a cui confido i miei dubbi, mentre Lei mi sorride.

La donna nata con me, che invecchia con me, che scrive con me queste righe. Il mio io Donna.

 

Foto:  “Matilde” di  Christopher William Clarke

Fonte immagine: http://www.pinterest.com/pin/145381894194912580/

Pubblicato domenica 26 gennaio 2014