Carne innocente, di Laura Costantini e Loredana Falcone

di Lucia Guida

“Alla fine il destino vince sempre. A nulla sono valsi tutti gli inganni. Non sono stata una buona moglie né una buona madre ed è di questo che vi chiedo perdono. Ma questa carne non è innocente. E deve pagare”

Elide Manenti in “Carne innocente”

 

 

Nel romanzo “Carne Innocente” di Laura Costantini e Loredana Falcone, Historica Edizioni, c’è posto per più di una riflessione. In questo libro, per molti versi un giallo poliziesco con punte noir  di tutto rispetto, trova uno spazio congruo anche la narrazione di un evento storico come il rastrellamento del ghetto romano del 1943, condotto su un piano temporale analettico in contrapposizione alla quotidianità di un’estate dei giorni nostri in cui l’intreccio principale si dipana pian piano con inquietante e disarmante tranquillità.

Nemo Rossini, giornalista del “Tevere”, aspetta invano a cena Rachel Vaganov, tormentata ereditiera americana di origine italiana  di passaggio a Roma. Preoccupato per non avere sue notizie ne fa cenno al suo amico, il maresciallo Quirino Vergassola e, a seguito delle indagini da questi disposte, il corpo della donna viene successivamente rinvenuto senza vita a Fregene: Rachel è stata strangolata. Come nei migliori thriller il colpevole verrà individuato soltanto alla fine e sarà un outsider, contribuendo a ristabilire l’ordine preesistente anche se in maniera poco consolatoria per alcuni dei personaggi superstiti.

L’assassinio di Rachel, evento fulcro dell’intera vicenda, è in realtà una sorta di escamotage escogitato dalle due autrici per portare alla luce problematiche diverse niente affatto secondarie, strettamente legate l’una all’altra, quasi complementari. Caratteristiche certamente della nostra epoca ed esaminate con lucida attendibilità. L’inquietudine di Giovanna, figlia adolescente di Quirino Vergassola, alle prese con un’identità affettivo-sentimentale tutta da costruire contrapposta all’incapacità di amare e relazionarsi con le donne in maniera matura di Giorgio Frazzi, trentenne figlio di papà di cui la ragazza è innamorata, implicato nel delitto. Quirino e Pamela Vergassola, una coppia moderna impegnata nel faticoso lavoro di genitori con Giovanna, avida di sperimentare la vita a tutto tondo. Maristella Lanzi, coinquilina nello stesso B&B di Rossini,  alla ricerca, con quest’ultimo, di una seconda chance amorosa che tarda ad arrivare per entrambi a causa di esperienze di vita negative pregresse. Mia e Paolo Frazzi, rispettivamente figlia e padre, e il dramma dell’incomunicabilità emotivo-affettiva  derivata dal fatto di essere i discendenti di Elide Manenti, prostituta romana appropriatasi dell’identità di Ester Zarfati, facoltosa commerciante di etnia ebraica, rastrellata con lei nel ghetto e morta di stenti ad Auschwitz.

L’opportunità di riscossa ottenuta da Elide con l’inganno  a spese di Jacob, figlio di Ester e padre di Rachel, finirà col ritorcersi contro marchiando indelebilmente le vite dei suoi familiari. Una sorta di premonizione  le farà scrivere con amara e tardiva consapevolezza “(…) questa carne non è innocente. E deve pagare” nel biglietto di commiato che precede il suo suicidio avvolgendo in un alone cupo, maledetto la sua progenie. C’è, infine, la vicenda di Rosy, una delle tante donne-ombra per amore, vittima collaterale ma non per questo marginale dell’affaire Frazzi/Zarfati/Vaganov.

La narrazione è fluida e scanzonata, coinvolgente al punto giusto per il lettore; caratterizzata, inoltre, da  un  intercalare romanesco accattivante ma mai debordante o invasivo, che aggiunge concretezza  e vivacità ulteriori alla storia, inframmezzata da episodi volutamente conviviali come la condivisione di spuntini, aperitivi e quant’altro tra Quirino e Nemo; un’occasione in più per ribadire anche in spazi extra e con forza la loro amicizia e la loro collaborazione professionale.

I dialoghi sono curati e molto verosimili, calati in una realtà che dà comunque la possibilità di assistere da spettatore empatico alla scena che è stata prospettata parteggiando con discrezione per l’uno o per l’altro dei personaggi. Arrivare all’ultima pagina è desiderio reale di sapere come andranno a finire le vicende lasciate in sospeso da Laura e Loredana nell’annunciato terzo e ultimo libro della trilogia di cui questo romanzo fa parte.

 

Le autrici

 

Laura Costantini e Loredana Falcone, amiche per la pelle dai tempi della scuola, sono artefici di ben otto romanzi a quattro mani, dedicando alla scrittura buonissima parte del loro tempo libero. Nei loro lavori ampio spazio è dato all’analisi di personagge, figure femminili  analizzate in epoche e ambientazioni di vario tipo. Nella quotidianità Laura lavora come giornalista in RAI, mentre Loredana ha deciso di concentrarsi sull’impegnativo mestiere di madre.

 

Laura Costantini e Loredana Falcone, Carne innocente, pagg.299, ISBN 978-88-96656-56-3, € 17,00

 

 

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