La migliore offerta - Giuseppe Tornatore

di Irene Catarella

 

L'Amore, il sentimento che tutti vorrebbero, dovrebbero provare, ma che solo a pochi è concesso sentire e ancor meno vivere. La trama de La migliore offerta, nuovo film di Tornatore, si snoda nel crescente palpito della "divinità" più potente degli dei che porta i personaggi verso la resurrezione, anche se il finale sarà l'ennesima prova del sarcasmo del regista che sembra non voler concepire un lieto fine in coppia per nessuno dei protagonisti dei suoi film.

I primi tre quarti delle riprese sono davvero sublimi perché dimostrano che il vero amore, quello che nasce tra persone che hanno condizioni esistenziali simili e per questo parlano una lingua che li accomuna, riesce a trasformare in meglio, senza problemi di etá, e a farle rinascere a nuova vita, quella reale della natura più profonda.

Virgil, battitore d'asta, esperto d'arte, uomo raffinato ed eccentrico, con la fobia del contatto, si è chiuso nel suo guscio impenetrabile di acidità e indifferenza per sopravvivere all'orfanatrofio e alla mancanza di tenerezze, mai avute. Unico piacere quello di collezionare quadri di pittori famosi rappresentanti donne di età ed epoche storiche diverse che contempla con ammirazione e godimento da una poltrona posta al centro di una camera segreta. Ma i quadri non sono calore, respiro che ansima sulla pelle, brivido di piacere che passa da una carne che si compenetra con l'altra.

Così Virgil vive ramingo e vaga di asta in asta, di paese in paese perché non trova pace, gli manca la serenità del riposare sereno tra le braccia della donna amata, che allenta le tensioni e dissipa ogni terrore interiore ed esteriore. Claire, ragazza affetta da agorafobia anch'essa derivata da un abbandono, sebbene involontario, del suo fidanzato morto in un incidente. Claire, dall'eta di quindici anni, vive chiusa in una stanza della villa di famiglia, da dove non esce da 12 anni. I personaggi incarnano gli archetipi maschile e femminile dell'individuo che ha rinunciato alle emozioni e alle relazioni sentimentali per paura di lasciarsi andare, perché non abituati a manifestare ciò che provano e a ricevere amore incondizionato per quello che sono.

L'archetipo maschile, pur con le sue nevrosi della pulizia e del distacco, riesce ad affermarsi in campo lavorativo, l'archetipo femminile più sensibile ed emotivo, scrive nel segreto della sua prigione dorata con uno pseudonimo, così che il mondo sembra quasi non sapere che esista. Le loro vite si incroceranno per ricostituire l'unicità dell'essere che non si sente più incompleto e che quindi non ha più paura di vivere perché ha ritrovato sorriso, forza e gioia esistenziali nell'abbraccio, nel bacio e nell'amplesso dell'amore puro e spumeggiante.

Virgil toglierà i guanti che portava sempre in quanto non voleva nessun approccio pelle con pelle nè con oggetti nè con persone, tranne i quadri, per fare uscire dal guscio della paura di essere vista dagli altri e di aprirsi al mondo degli spazi aperti la sua Claire, che a sua volta uscirà dalla sua tana per salvarlo dopo un'aggressione e per scioglierlo fisicamente e emotivamente. L'amore che non bada alla differenza d'età, anzi esalta la sua potenza senza limiti e compie l'alchimia delle essenze senza tenere conto dei caratteri e dei blocchi esistenziali avuti in precedenza.

Virgil ha amato tutte le donne dei suoi quadri, che lo hanno ricambiato e gli hanno insegnato ad aspettare la donna plasmata dalla sua costola dalle mani divine, prima percepita come voce, poi come quadro intoccabile che prende vita e infine come compagna e anima gemella in carne, ossa e spirito. Peccato che alla fine, Tornatore abbia voluto ricreare l'atmosfera pirandelliana del 'Così è, se vi pare' e che invece del lieto fine, sudato e meritato da entrambi i personaggi, indipendentemente dalla moralità o eticità di vita precedenti, abbia voluto rivolgere il tutto verso un'atmosfera di ambiguità in cui sembra che la ragazza, insieme con degli pseudoamici dello stesso Virgil, abbia voluto fregare l'uomo ricco e maturo, entrando nelle sue grazie e nella sua casa solo per derubarlo dei dipinti raccolti da anni.

Virgil, nonostante una reazione catatonica iniziale, prenderà l'unico ritratto rimastogli, un dipinto della madre di lei di poco valore artistico ma di immensa ed inestimabile preziosità affettiva, e si trasferirà in una casa a  Praga per aspettarla in quel locale in cui lei gli aveva confidato che era stata felice in passato. Scoperto l'amore vero, Virgil non ritornerà alla vita mediocre e grigia di prima, ma attesterà come l'oggetto della passione si ama indipendentemente dai comportamenti che attua. E chi lo sa che la Provvidenza non lo premi e lo ripaghi per questa fedeltà, al più presto o in un film continuazione di questo...almeno lo speriamo! Rush risulta davvero maestoso nell'interpretazione della metamorfosi amorosa che lo riporta a percepire e a manifestare le vere emozioni dell'anima.

 

 

Pubblicato martedì 29 gennaio 2013