RAFT (Run Away From Treblinka) - Fuoricorso (Recensione)

di Massimo Bianchi

RAFT (Run Away From Treblinka) - Fuoricorso

(Autoproduzione)

 

I RAFT, acronimo di Run Away From Treblinka, sono una nuova grande realtà del panorama musicale italiano.

Fuori dagli schemi ed estremamente difficili da collocare in un genere specifico.

La loro forza è appunto la costante voglia di sperimentare, di cambiare stili e di ricercare il suono giusto e la dimostrazione di tutto ciò è Fuoricorso, così si intitola il loro album d’esordio, un’opera di grande impatto, estremamente originale e scorrevole.
Ci si imbatte in suoni precisi ma differenti in ogni brano, a volte molto diretti e altre volte più ricercati, attraverso uno stile a cavallo tra dance rock, elettronica, rap e funk.

Le atmosfere proposte sono diverse, si passa infatti da canzoni estremamente radiofoniche come How Many Millions Time oppure Dreamers, che alternano strofe dominate da un rap in italiano estremamente espressivo, a ritornelli in inglese molto più melodici e pop, a brani dal retrogusto indie, malinconici e ricchi di sfumature provenienti dai pià svariati generi, come A chi resta oppure Cenere.

Pubblicato mercoledì 16 maggio 2018