Mode e mood: il glamour anni '40

di Maria Zuccarini

Per chi si nutre di moda, costume, letteratura, è un sottile piacere ritrovare ciclicamente, nelle tendenze presentate sulle passerelle, echi del passato più “glamorous” della Storia: quello degli anni macchiati di guerra e innaffiati di whiskey, degli anni di ristrettezze economiche e voglia di riscatto, passati a ricostruire di giorno e a sognare di notte sulle note torride del jazz e  del blues.

Tailleurs rigorosi, tessuti maschili, scarpe ed accessori che riciclano materiali poveri come la tela e il sughero, per affrontare la quotidianità; ma di sera il glamour della haute couture parigina, spalle scoperte, linee sensuali, sete drappeggiate intorno a corpi torniti, spacchi vertiginosi a mostrare gambe inguainate in calze con la riga. E pazienza se a causa della guerra il nylon e la seta scarseggiavano; gli artigiani della moda si inventarono un nuovo mestiere dipingendo le gambe delle signore come se indossassero le calze.

Nel 1947 Christian Dior lancia il “New Look” puntando sulla perfezione puntigliosa ed esclusiva del taglio, e su una linea che modellava il corpo femminile tornando alle spalle morbide, alla vita di vespa, alle lunghe gonne a corolla. Un look sofisticato e molto bon ton che fu abbracciato dalle dive del cinema e dalle first lady, come Evita Peron.

Ma la moda non era solo questa; la moda si faceva per strada e nei locali fumosi dove le note languide e sincopate invitavano a dimenticare l'orrore della guerra; lì il mood si trasformava da raffinato a sfacciatamente sensuale, e la nuova consapevolezza femminile si declinava nelle onde morbide che scendevano a coprire maliziosamente il viso, nelle bocche rosse che inanellavano spirali di fumo, nei seni generosi e nelle gambe ammiccanti che si muovevano al ritmo della musica.

 

 

 

Anni difficili, certo, ma che si nutrivano di speranza. E di voglia di vivere che, inarrestabile, esplodeva. Bello sognarli. Bello desiderare di averli vissuti. Bello indossarli ancora sulle incertezze del nostro tempo.

Pubblicato martedì 3 luglio 2012

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